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Chi Sono
Utente: BaiLing
Una snob.
Una cinefila dura e pura.
Una fashionista e in fondo una fashion victim.
Una ragazza frivola e piena di contraddizioni.
Una che non possiederĂ  mai abbastanza scarpe e borse da ritenersi appagata, ma che
in fondo sogna di liberarsi dalla schiavitĂą dei beni materiali.
Una Viaggiatrice, una che non potrebbe vivere senza desiderare e programmare continui spostamenti da una parte all'altra del globo.
Una logorroica con un bisogno continuo di comunicare, non importa come.
Un'amante degli animali, follemente innamorata del suo cavallo e dei suoi tre cani.
Una la cui grande passione, fin dall'infanzia è stata
leggere, leggere ed ancora leggere.
Una nouvelle Emma Bovary perennemente insoddisfatta, terrorizzata dalla noia e dalla routine, ma in fondo molto attaccata alle sue piccole abitudini.
Una che avrebbe desiderato con la stessa intensitĂ  di vivere a Parigi o in un ashram indiano,
ma che, costretta dal Destino alla vita in provincia, ha infine optato per l'idilliaco isolamento di una casa in campagna.


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Stop the whales massacre!




Le cose che amo
I boschi d'autunno.

Stare con il naso all'insĂą e guardar cadere la neve.

Dormire fino a tardi.

Le chiacchiere tra amiche.

Le luce delle candele.

L'inverno in montagna.

Il rumore della pioggia che culla il mio sonno.

Appoggiare la guancia al muso del mio cavallo e starmene a lungo immobile, respirando insieme a lui.

La colazione in camera al San Pietro di Positano.

I tessuti e le lampade di Mariano Fortuny.

Il tè.

I cespugli di bacche rosse.

Le passeggiate nei week end con il Signor G. e i nostri cani.

La Dame Ă  Licorne.

Il suono di un'orchestra che accorda gli strumenti, quando calano le luci e si alza il sipario.

I vestiti da sera di Dries van Noten.

Il giardino della Mortella a Ischia.

Il fuoco nel camino.

Il museo Fortuny.

I valzer di Strauss.

Il biancospino in fiore.

Il lago dei cigni di Tchaikovsky.

L'afternoon tea al Florian di Venezia.

Il museo de Quai Branly.

Il rumore delle scarpette da punta sul legno del palcoscenico.

I tulipani.

I vestiti e gli accessori di Miu Miu.

Le poesie di Tagore.

I muffin al mirtillo di quel piccolo bar di Yountville di cui non ricordo il nome.

Le scarpe con il tacco.

Gli haiku.

Il museo Guimet di Parigi.

Il canto degli uccelli notturni nelle notti d'estate.

La colazione negli alberghi di montagna.

Sfogliare i diari di quando ero ragazzina.

Dormire durante i viaggi in macchina.

Decorare l'albero a Natale.

I formaggi di Marie Cantin a Parigi.

Santiago di Loreena McKennitt.

Sentire cantare dal vivo Loreena McKennitt.

La degustazione di antipasti del Saraghino, a Numana.

La fioritura dei ciliegi nel giardino botanico di Brooklyn.

Chiacchierare per ore al telefono.

Gli ABBA.

L'aria "La regina della notte" dal Flauto magico di Mozart.

Il suono dell'organo di Notre Dame de Paris.

Guidare la mia decapottabile sulle strade di campagna, nei tardi pomeriggi d'estate.

Le ciliegie mangiate dall'albero.

Il porridge al whiskey e zucchero di canna al Craigatin House & Courtyard, a Pitlochry.

Rileggere i vecchi libri che amo.

Le patatine fritte e la variazione al frutto della passione del ristorante Andreina, a Loreto.

Andare fuori nei week end.

Passare tutto il week end a casa ad oziare.

I Macarons di Pierre Hermé.

Il jerk di Boston Bay, in Giamaica.

La Messa da requiem di Mozart.

La sala da tè dell'Hotel Sacher a Vienna.

I terminal delle partenze in aereoporto.

Un aperitivo al Clandestino Susci Bar a Portonovo.

Il mio unico paio di orecchini, di Cartier.

I Painted Ponies.

Il mio orologio: un Baume & Mercier regalo della prima comunione.

Le feste medioevali di Offagna.

Guardare i miei telefilm preferiti ranicchiata sotto al mio plaid scozzese, da sola.

I pretzel.

Cenare allo Strawberry Hill sulle Blue Mountain.

Il mio hazelmere di Burberry.

J.W. Waterhouse.

Le foto della mia infanzia.

Il cachemire.

I dolci della sala da tè del giardino degli aranci nella medina di Meknès.

L'acqua San Pellegrino.

La tarte flambée alsaziana.

Il rumore del vento nella foresta della Vallée de Mai, a Praslin.

La cucina di mia mamma.

Il cesto del pane da Tilia, in Sud Tirolo.

Il ricordo del mio primo viaggio a Vienna ad otto anni con mio papĂ .

Il colore del cielo estivo in Norvegia.

I potato scones.

I massaggi ayurvedici.

Gli spettacoli di Bartabas.

Il Cosmopolitan.

L'Acupressure.

Portare sempre al polso il ciondolo con il mio mantra.

Il Sauternes.

Guardare il pattinaggio su ghiaccio e il nuoto sincronizzato alla TV.

I liberi di Evgeni Plushenko.

La creme brulée al tabacco del ristorante Il Postale, a Città di Castello.

L'incenso allo Yuzu di Esteban.

Annodare al collo un foulard di Hermés.

Girare per negozi nel Village, da sola.

Il canone in Re maggiore di Pachelbel.

La colazione araba del The Palace, the Old Town a Dubai.

La medina di Fez.

Il Marais.

Rivedere per l'ennesima volta 2046 o In the mood for love di Wong Kar Wai.

Il giardino del Chalice Well e il Tor di Glastonbury.

I servizi di moda di Mariella Milani.

Le scatole azzurro cielo di Tiffany.

Il bacio e i Serpenti d'acqua di Gustav Klimt.

Ascoltare musica a tutto volume e cantare quando viaggio in macchina da sola.

La piscina dell'Oberoi di Agra.

Il Dubai Mall.

La clinica veterinaria di San Patrignano, e il suo meraviglioso staff.

Squisito! a San Patrignano.

La cannella di Dean & Deluca.

Le calze di Wolford.

Il parco di Xcaret nello Yucatan.

I bracciali di vetro indiani.

Cenare nelle bettole di piazza Djem el Fnaa a Marrakech.

Una sosta al Quisi Bar, a Capri.

Il richiamo delle poiane che vivono nel bosco vicino casa mia.

Lo champagne.

Le orchidee quando miracolosamente rifioriscono.

Partenze e Ritorni
Sono appena tornata da:

India: 29 luglio/12 agosto 2008

Venezia: 31 agosto/6 settembre 2008

Mauritius: 30 novembre/09 dicembre 2008

Parigi: 30 dicembre 2008/06 gennaio 2009

Bagno Vignoni, Toscana: 14/15 febbraio 2009

Dubai, Emirati Arabi Uniti: 26 febbraio/02 marzo 2009

Milano: 09/12 marzo 2009

Firenze: 08/10 giugno 2009

Riva di Tures, Sud Tirolo: 24/28 giugno 2009

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Sono in partenza per:

San Galgano, Toscana: 25/26 luglio 2009

Singapore Java e Bali: 14/25 agosto 2009


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giovedì, 09 luglio 2009
Cosa indossare (e cosa evitare) per un pranzo in Campidoglio.
Le first Ladies dei grandi della terra sono in questi giorni in Italia, tra Roma e L'Aquila, per partecipare ad una serie di attività collaterali a quelle dei loro consorti.
Tutte tranne Carla Sarkozy che ha deciso di snobbare le attività ufficiali del G8 per una presa di distanza dal Governo Italiano e soprattutto dal suo Premier.
In attesa quindi di vedere gli impeccabili outfit della premiere Dame che oggi visiterà insieme a George Clooney e Walter Veltroni San Demetrio, inaugurando la Nobel for Peace Hall, dobbiamo per ora accontentarci di spettegolare sugli abiti scelti dalle altre Signore.
Partiamo naturalmente da Michelle Obama che ha letteralmente incantato i Romani con le sue passeggiate nella capitale insieme alle figlie e con la richiesta, dopo una cena in un ristorante del centro, di portare via gli avanzi (è una consuetudine molto diffusa negli Usa, il cartoccio di avanzi si chiama doggy bag e, benché il cane di casa Obama sia effettivamente rimasto a Whashington, la notizia è stata accolta con grande approvazione dalla Coldiretti che ha ritenuto il gesto di Michelle "un importante segnale contro gli sprechi alimentari nei paesi sviluppati").
Per la giornata romana Michelle ha scelto un semplice abito giallo sgargiante con scarpe dorate all'arrivo in areoporto, poi sostituite da ballerine nere.

La mise sarebbe azzeccata se non fosse per il fiore verde smeraldo: piuttosto che sbagliare gli accessori è meglio limitarli al minimo indispensabile.
Delizioso invece il completo giallo limone con golfino bon ton e ballerine, scelto oggi per la passeggiata a L'Aquila (tra l'altro la gonna svasata e a vita alta dona molto alla sua figura non proprio filiforme).

Ma a proposito di accessori sbagliati che dire della terribile cinta viola della bella Filippa Reinseldt, moglie del Premier svedese?

E dei tre outfit sfoggiati in poche ore da Mrs. Brown, tutti e tre irrimediabilmente sbagliati?!?
Passabili il vestitino crema e nero e la giacchina indossati per lasciare Heathrow (benché il crema non si addica molto alla sua carnagione) ma la collana a grandi sfere multicolori e le espadrillas chiare sono veramente terribili, per non parlare dell'orrido cintone color cuoio indossato sopra al micro-giacchino con grandi bottoni metallici che ha sfoggiato per l'incontro in Vaticano.



L'outfit riuscito meno peggio è probabilmente quello scelto per il pomeriggio in Campidoglio: gonna nei colori della bandiera inglese (il modello non le dona particolarmente ma almeno è originale), blusa bianca e sandali rossi decisamente brutti.



Impeccabile invece la Signora Clio Napolitano in spolverino color panna chiuso da una spilla antica su pantaloni pigiama palazzo in seta chiara.

Chic-issima Maria Margarita Barroso in abito nero con gonna svasata, sottile cinta in vita e semplice crocefisso al collo (con aggiunta di copri-spalle per l'udienza papale).

E niente male anche Maria Zavala in LBD con stola bianca e azzurra (anche se la stola messa così a scialletto della nonna non è davvero un granché...).

Ad onor del vero durante la giornata romana di ieri è risultata impeccabile anche Mara Carfagna (ultima a destra) in abito nero di Fendi, borsa di Dior e stupende scarpe allacciate alla caviglia.
Outfit azzeccatissimo che però non è di certo servito a farle cadere di dosso l'appellativo di topless model affibbiatole dalla stampa inglese e la disapprovazione di Madame Sarkozy che ha ritenuto il suo ruolo nel G8 "inappropriato".

Consueto look da maestrina invece, ma decisamente inappuntabile, per Maria Stella Gelmini (seconda da destra) in tubino di seta al ginocchio con micromaniche e filo di perle.

Non particolarmente felice la scelta di Isabella Rauti (al centro): bello il vestito nero morbido, ma il giacchino color cipria con maniche a 3/4 e scollo rotondo le dona pochissimo.

Per finire ho trovato stupende l'indiana Gursharan Kaur e Juliana Olabintan Nwanze nei loro colorati costumi tradizionali; e al contrario ho trovato decisamente kitsch Nompumelelo Mantuli, monumentale moglie del presidente Sudafricano Zuma, con la sua terribile veletta piumata.


Per quello che riguarda i menù invece le Ladies durante il pranzo romano hanno potuto assaggiare la stellata cucina di Heinz Beck: medaglioni di astice su purea di melanzane e pomodori, fagottelli, filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurth su purea di albicocche e salsa mou e vari dolci serviti in piedi. (menu vegetariano personalizzato per la first lady indiana).
Oggi invece, al termine della visita sui luoghi del terremoto, pranzo tutto abruzzese: baccalà con pane croccante al rosmarino e granita di patate, accompagnato da un Ferrari Rosé; raviolo liquido di piselli con pomodoro fresco e basilico, accompagnato da un Trebbiano d'Abruzzo 2003 Valentini; e ancora vitello glassato con 'orapi' croccanti, servito con Montepulciano d'Abruzzo Villa Gemma Masciarelli 2003; per il dessert un caldo freddo di cioccolato e finocchio accompagnato da un Enzo Pasquale Praesidium Ratafià.

Scritto da: BaiLing alle ore 17:30 | link | commenti | categoria: moda, chiacchiere, stile
mercoledì, 01 luglio 2009
Vacanze di inizio estate.
Sono reduce da una breve e deliziosa vacanza in Sud Tirolo: ecco impressioni, immagini e qualche indirizzo utile.

Hotel
Già in un'altra occasione ho parlato in termini entusiastici del Natur Idyll Hocgall e devo ripetermi: io adoro questo Hotel!

La posizione è incantevole, la piscina coperta con vasca esterna riscaldata è paradisiaca, il centro benessere  è super attrezzato (biosauna panoramica, sauna finlandese, bagno di vapore, sale relax con lettini ad acqua per sonnecchiare dopo i trattamenti rigeneranti a base di erbe di montagna o gli stupendi massaggi di Christiane), la cucina è assolutamente gourmand, il piccolo giardino è un vero gioiello e  lo staff è di una gentilezza squisita.
Oltretutto quest'anno, essendo giugno un periodo di bassa stagione, ci siamo potuti godere tutte le delizie dell'Hotel senza pargoli e famigliole tra i piedi e mi sono veramente rilassata e rigenerata: piscina deserta a qualsiasi ora del giorno, silenziose cene a lume di candela ed autentica pace di cui è possibile godere solo quando non ci sono piccoli e rumorosi hobbit in giro.


Attività sportive
In vacanza mi trasformo e divento decisamente mattiniera ed attiva.
In questi cinque giorni ho sperimentato il Qi Gong e l'Aqua Fit ed ho nuotato ogni mattina (per quanto me l'ha potuto permettere il mio braccio malandato) nella meravigliosa piscina panoramica deserta.
E poi naturalmente io e il Signor G. abbiamo infilato gli scarponi da trekking e, bastoncini da nordic walking alla mano, ci siamo inerpicati su per gli stupendi sentieri della Tauferer Ahrntal.
Io non amo molto camminare ma ho letteralmente adorato i profumati boschi di conifere, i pascoli ricoperti di arniche dorate e genziane blu, i cespugli fioriti di alpen rosen, le rocce levigate dall'acqua gelida dei torrenti, le fragorose cascate, i prati color smeraldo punteggiati di placide mucche, le piccole stube in legno dei rifugi di alta quota.

Assolutamente da non perdere:
- Un rigenerante percorso kneipp naturale in un torrente.
- Un robusto spuntino nel delizioso Kasseler Hutte, meglio conosciuto come Rifugio Roma ( 5 ore circa di cammino tra andata e ritorno partendo da Riva di Tures, difficoltà media).

Delizie eno-gastronomiche
Le vacanze in montagna decisamente non consentono di tenersi leggeri.
Tra pantagrueliche colazioni, cene tirolesi, stupefacenti buffet di dolci e deliziosi aperitivi a base di finger food non ci siamo fatti mancare davvero nulla.

Nemmeno le ricette da sperimentare a casa.
Eccone due:
- I Tirtlan  della Val Pusteria.
- Un aperitivo fresco e leggero a base di Prosecco, succo di mela e sciroppo di fiori di sambuco, da servire ghiacciato e senza dimenticare di aggiungere dei lamponi freschi in ogni flute.

Shopping.
- Baeckerei Frischbrot, JungmannStrasse 10, Sand in Taufers.
Per acquistare un'infinita varietà di pane ( i miei preferiti sono i panini al malto e il pane a base di farina di segale e fieno greco) ma anche formaggi d'alpeggio, speck e prosciutti di montagna.

- Vinothek Haidacher, IndustrieStrasse 4, Sand in Taufers.
Per riportare a casa vini locali e birre artigianali.
(Un bonus per la gentilezza dei proprietari: nonostante siamo arrivati nel negozio a due minuti dall'orario di chiusura ci hanno comunque assistito gentilmente nel nostro shopping consigliandoci piccole cantine introvabili al di fuori del territorio).
- Thuniversum, via Galvani 29, Bolzano.
Per una full immersion nel delizioso mondo della Thun.
- Oberraucht-zitt, via Val Pusteria 1, Vandoies.
Per acquistare i tradizionali capi in Loden (oltre ai colori tradizionali in questo periodo potete trovarne di originali e molto primaverili, come ad esempio uno sgargiante azzurro cielo) e visitare  l'interessante Museo.
-Bergila, Weiherplatz 8, Issengo/Falzes.
Per visitare il giardino delle erbe e la distilleria e naturalmente per acquistare oli essenziali, unguenti, grappe alle erbe, tisane e cosmetici naturali.
Vi consiglio senz'altro la lozione per il corpo alla stella alpina (che fa molto Principessa Sissi), l'olio di pino cembro (poche gocce sul cuscino per sonni profondi e profumati) e gli zuccherosi bon bon al pino mugo.


Infine, per stupendi complementi d'arredo che coniugano tradizione e design nordico, i miei due negozi preferiti:
- Apart, Tauferestrasse 14, Molini di Tures.
Per comprare asciugamani, lanterne, profumi per la casa, saponi, accessori da cucina, splendidi oggetti in feltro e molto altro.
(Quest'anno noi abbiamo comprato una meravigliosa borsa per la legna in feltro color cioccolato e un'essenza per la casa di Linari).


- Jap cafè, Via Valle Aurina, Campo Tures.
Per ciotole in pietra, piccoli ed originalissimi porta-fiori e porta-candele in vetro, composizioni floreali, profuma biancheria etc... etc...
Ed uscendo di qui non perdetevi, subito alla vostra sinistra, il negozio più kitsch di tutta la vallata: quello di grappe, souvenirs e lozioni a base di olio di marmotta (brrrr....) con tutta una rumorosa bolgia di pupazzi di legno sul tetto che suonano le ore.


Scritto da: BaiLing alle ore 15:34 | link | commenti (2) | categoria: vacanze, shopping, hotel, home design, beauty, wellness, gourmandise
domenica, 21 giugno 2009
My ABBA-birthday.
Ieri io e il Signor G. abbiamo festeggiato il mio compleanno con una giornata speciale.

- Prima tappa per un delizioso pranzetto a Castel di Mezzo, minuscolo borgo arroccato su verdi colline a picco sul mare, a poca distanza da Pesaro.
Il ristorante La Canonica è un posto che vale davvero la pena di visitare per tutta una serie di buoni motivi: l'ampia carta dei vini che comprende anche i c.d. vini naturali e molte piccole proposte originali al di là dei soliti noti; un'encomiabile attenzione biologica ed ecologica nel selezionare le materie prime, in linea con la filosofia del local food e del km 0; l'ottimo rapporto qualità-prezzo.
Menù degustazione di terra o di mare rispettivamente a 37 e 42 euro.
Piccola degustazione di tre vini al calice in abbinamento ai menù, a 10 euro a persona.

- La giornata è poi proseguita con la visita della mostra Canova. L'ideale classico tra scultura e pittura ai Musei San Domenico di Forlì.

- E si è infine conclusa con l'ultima data della tourné italiana del musical Mamma mia!
Due righe sulla location di questo musical sono di rigore.
Per carità, evitate come la peste il Palafiere di Forlì qualunque sia lo spettacolo in cartellone!!!
E' una struttura letteralmente scandalosa adatta al massimo ad ospitare una tappa del programma "La nostra gente" o il festival della piadina romagnola.
La platea è in salita (mai vista una cosa de genere!) e quindi i posti più cari, cioè quelli del parterre numerato, sono risultati i peggiori in assoluto; i bagni sono a dir poco indecenti (non vedevo un luogo pubblico con bagni alla turca dal mio viaggio in Cina nei lontani anni '90); i parcheggi sono inadeguati; l'acustica è pessima.
Insomma un posto da brivido.
Come è possibile che una tappa del tour internazionale di uno dei musical più visti di tutti i tempi sia finito in un posto del genere?!?
Non riuscirò mai a spiegarmelo.

E il fatto che, nonostante questa cornice sconfortante, io sia riuscita comunque a divertirmi la dice lunga su quanto sia autenticamente delizioso e delirante questo spettacolo.
La cosa più divertente è stato senza dubbio il gran finale quando, su invito della stupenda protagonista Jackie Clune alias Donna Sheridan, tutto il pubblico si è alzato in piedi per scatenarsi al ritmo trascinante di Mamma mia! Dancing Queen e naturalmente Waterloo.
STUPENDO!!!



My my, at Waterloo Napoleon did surrender
Oh yeah, and I have met my destiny in quite a similar way
The history book on the shelf
Is always repeating itself

Waterloo
I was defeated, you won the war
Waterloo
Promise to love you forever more
Waterloo
Couldn't escape if I wanted to
Waterloo
Knowing my fate is to be with you
Waterloo
Finally facing my Waterloo
My my, I tried to hold you back but you were stronger
Oh yes, and now it seems my only chance is giving up the fight
And how could I ever refuse
I feel like I win when I lose

And how could I ever refuse
I feel like I win when I lose
Waterloo
Couldn't escape if I wanted to
Waterloo
Knowing my fate is to be with you
Waterloo
Finally facing my Waterloo
Waterloo
Knowing my fate is to be with you
Waterloo
Finally facing my Waterloo

Scritto da: BaiLing alle ore 16:48 | link | commenti (8) | categoria: musica, canzoni, arte, spettacoli, week end, mostre, concerti, ristoranti

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